antologia
critica
Guido
Ballo
dal
catalogo della personale alla Galleria Bergamini, Milano, 1954
...Perché
il colore (in Zanella) non è mai sensuale: è come filtrato
dall'intelletto.
Del resto questo artista si distingue tra i giovani per il particolare
spirito autocritico.
Ma egli ha raggiunto ormai una maggior foga istintiva, che muove la
composizione e la fa tendere ad una sintesi più immediata e
unitaria, in funzione lirica: ricollegandosi alla tradizione lombarda,
di là da ogni cultura internazionale....
Renzo Modesti
da "la Prealpina" del 19 marzo 1954
....Guido Ballo nella presentazione sottolinea il suo "particolare
spirito autocritico"; noi andiamo più in là, ci
richiamiamo anche alla sensibilità, perché Zanella,
bandita la strada di una pittura mentale (che tale gli si era aperta)
non s'è irrigidito quando s'è trovato a per- correre,
a un certo punto, quella che istinto e tradizione gli avevano aperto
dinnanzi.
Enrico
Piceni
da "Candido" del 21 marzo 1954
...Più
che alla foga di un temperamento, Zanella si affida alle ricerche
di uno spirito sorvegliato e frenato da un gusto e da una cultura
notevoli. Nei suoi quadri più recenti troviamo un deciso avvio
verso una maniera più sciolta e scoperta, come di chi si sente
sicuro della propria voce e del proprio vocabolario e si scrolla di
dosso ricordi, influenze e soggezioni. L'aria che circola tra le vele
di quei " bragozzi " non è aria di accademia, neppure
di modernissima accademia, ma aria di pittura.
Garibaldo Marussi
dal catalogo della personale alla Galleria Pater, Milano, 1963
...Importante è dunque rappresentare prima di tutto. E al tempo
stesso, risolvere la rappresentazione in termini di poesia. La chiave
semplice - difficile che ogni pittore, ogni poeta, ogni artista vorrebbe
possedere. Questa chiave la si trova fuori dalla letteratura,...abbandonandosi
a quel filo di canto che ogni uomo sente pulsare in sè, se
riesce a isolarsi - e questo sembrerà strano - proprio dai
rumori del mondo naturale.
Su questo piano potremo comprendere tanto la tensione emotiva di Birolli
quanto il tremore religioso di Manessier, il furore di Pollock, il
segno pacato e circoscritto di Kline, la dolce e paradisiaca temperie
di Afro.
...Identiche emozioni ho riprovato osservando la patria "di verde"
di Silvio Zanella.
...E davanti ai trepidi barlumi di cieli di Zanella che si districano
quasi a fatica fra la massa orgogliosa dei verdi ho ripescato perduti
paradisi...
Mario Lepore
da "Corriere d'informazione" del 9-10 febbraio 1963
...La tavolozza è di provenienza lombarda, ma il gusto è
personale: più bassa, e con bei grigi nei dipinti di qualche
tempo fa, man mano che si avvicina a oggi si fa più squillante
e con delle luminosità dorate e degli intenerimenti che hanno
qualcosa di autunnale. V'è in queste opere una armonia generale
pacata e agreste, che pure rinserra un continuo vibrare del colore
e della luce.
Leonardo Borgese
dal catalogo della personale alla Galleria Pater, Milano, 1964
Silvio Zanella sa capirmi tanto bene che dovrebbe essere lui a scrivere
di me, piuttosto che io di lui. D'altronde sa anche scrivere tanto
bene, senza falsa letteratura mai, che quando farò io una mostra
lo pregherò proprio di presentarmi con una delle sue belle
lettere, vive e sentite sì che par di vedere cose e non di
leggere parole.
Ci conosciamo da poco, da un anno. Eppure è come se fossimo
vecchi amici fedeli pieni di comprensione e d'intuizione l'uno verso
l'altro.
Fui io, è vero, a scrivere di lui, criticando sul "Corriere"
la personale che tenne l'anno passato qui nella galleria di Mino Pater.
Dicevo che questo pittore possiede l'arte di segnare con colori chiari
e luminosi, e con insistenza che menano alla contemplazione, al- l'estasi,
a una specie di sublime ritmo del suo particolare sentimento o, meglio
ancora, di un suo naturale istinto.
...Moderno quanto si voglia nella maniera nello stile, nella sensibilità
e nella nervosità, Silvio Zanella, più che il tal posto
della brughiera o del bosco lombardo, più che la riva o la
fratta siciliana, cerca di perpetuare il sentimento di un'ora e cerca,
cioè, di fondere la linea e il colore, l'agitazione e la contemplazione,
la luce e la forma, in sue sintesi ( dal simbolismo e misticismo a
certo futurismo boccioniano il passo è breve) alle quali conviene
però sempre il titolo di "stati d'animo".
Aurelio Natali
da "l'Unità" del 29 aprile 1964
...Zanella si conferma artista raccolto e meditato, intento a raccogliere
quei valori immutabili che concorrono a ricomporre un ambiente e un
clima favorevoli alla restaurazione dell'uomo.
Giulio Bedoni
dal catalogo della personale alla Galleria "La Cruna",
Novara, 1965
Fra i non molti artisti che, anche operanti nei modi astratti ed informali,
appartengono al clima del naturalismo lombardo, un posto ed una funzione
autonoma vanno riconosciuti a Silvio Zanella, pittore quarantasettenne
di Gallarate, attivo nel primo dopoguerra nell'opera di rinnovamento
con altri illustri colleghi della pittura italiana ed ora, da quasi
una decina d'anni appartato e isolato nel proprio lavoro...
In questo spazio pittorico così difficile, perchè tenuto
da una pittura fatta di sensibilità più che di cose,
di sentimento più che di racconto, e così mirabilmente
attualizzato dalle opere informali che si è detto, soltanto
un pittore genuino e, quel che conta, dotato avrebbe potuto inserirsi
con una sua autorità. E' il caso di Silvio Zanella appunto,...l'artista
lombardo, rivelando tecnica e mestiere di tutto rispetto innestati
su una sensibilità moderna, perviene con abili sottigliezze
cromatiche alla rappresentazione di emozioni immediate, alla sommessa
e lirica evocazione di un mondo a cui ha saputo carpire la luce di
un momento.
Palma Viardo
dal catalogo della personale alla Galleria Mereu, Genova, 1966
...Zanella
dunque rivolge la sua ispirazione ad un soggetto ad una ragione di
solo interesse; il mondo illuminato dalla luce circostante a lui.
Vede " l'innesorabile del tempo " e il suo quadro è
un'ansiosa interpretazione fatta a se stesso attraverso il colore,
del perchè del colore stesso. Questo ritrovamento della lirica,
della bellezza è pittura.
L'ansia che sorregge e convalida il dipinto raggiunto di Zanella,
è la ragione di tutto il suo operato.
La sua arte come 'in tutti i casi migliori è la trascrizione
di una immagine del mondo, fermata per forza di spontaneità.
E. Balestrieri
da "Il Secolo XII", 22 marzo 1966
...Nel complesso sono scorci che vibrano di continui trasalimenti
e di metamorfosi poetiche
Gian
Pacher
dal catalogo della personale alla Galleria l'Argentario, Trento,
1966
Quando
alla cronaca dell'angoscia e dell'incertezza, accostiamo un discorso
capace di ricondurci al senso della natura, sostiamo attoniti. E'
come riscoprire, improvvisamente, valori dimenticati nel turbine del
nostro tempo. Di più, ritrovare una alternativa poetica che
sembrava perduta.
E Silvio Zanella manifesta, apertamente,
questa volontà di ricerca entro la misura di un mondo naturale,
al quale accostarsi con ricchezza di sensibilità e umile stupore
di uomini. Il discorso di alternativa è, di conseguenza, detto
entro la contemplazione delle brughiere e dei boschi con una vena
di commossa partecipazione che penetra, pienamente, lo stesso fatto
pittorico. Non vi è così una posizione di rinuncia odi
evasione, ma la volontà di riscoprire valori antichi di presenza
umana.
Così Zanella si pone quale interprete elegiaco di un
discorso libero, in cui le componenti di amore e di forza, di coerenza
e di 'poesia arricchiscono la pittura di una carica morale e di suadenza
di toni. Un susseguirsi di accordi cromatici ,che, nelle timbrature
del colore, sanno manifestare la musicalità del loro linguaggio.
M.
Alzetta
da La Voce di S. Marco,12 novembre 1966
...la
natura che lo guida, l'ampio respiro del paesaggio, è leggibile
nell'opera dello Zanella estrinsecato in rapide pennellate di un cromatismo
giocato con sapienza, dove la fusione avviene per contrasto e si legge
in un assieme di notevole musicalità ed equilibrio. Atmosfera
che conquista, imbevuta nel verde dove si concretizza, via via che
si guardano le opere, il motivo che ha ispirato il pittore. Sostanza
pittorica di tutto rispetto questa dello Zanella, alla quale ci si
accosta volentieri e se ne gusta la gioia che è nel contenuto
e nel colore.
P.
Viardo
dai cataloghi delle personali alle Gallerie Kontakt di Anversa
e Defacqz di Bruxelles, 1967
...Il
mutamento di espressività che oggi notiamo non ne ha mutato
l'animo, anzi egli si pone con più forza nel suo isolamento.
Vieppiù tenace... La visione coloristica gli è strettamente
personale come l'atto di invenzione espressivo, nel vari mutamenti
occorsigli.
...Egli però proprio per queste ragioni con Birolli e Morlolli
e qualche altro, ha collaborato a formare con quella particolare poesia,
che è ormai storia, una scuola moderna Italiana ben distinta:
il neo - naturalismo lombardo...
Mario
Gorini
dal catalogo della personale alla Galleria La Matta, Padova, 1968
...La
sua tavolozza è come una magica tastiera, dove ogni nota di
colore scandisce un ritmo perentorio, precisa il volto di una presenza
lirica, coglie un fremito di aria, di acque, di vento. Né mancano
pause e suggestioni di mallarmeana memoria, in cui tutte le variazioni
stagionali e le più sottili vibrazioni vegetali filtrano e
risuonano in un'onda fluttuante e segreta per comporsi in unità
sinfonica, lungo un diagramma tonale che registra piani e spazi, luci
ed ombre, dilatando all'infinito...
Armando
Brissoni
dal volume Zanella, Foglio Editrice, Macerata, 1968
...Zanella è un colorista sopraffino e crea delle campiture
pittoriche che non invadono e che non appesantiscono la freschezza
del verde delle fronde e le distese smeraldine dei prati. Quei toni
sono l'efficacia che Zanella sa dare e trovare al momento opportuno,
perché quegli accenti sono la forma più acuta e più
bella del bosco sono la nota che vivifica un quadro e che in natura
la stessa vivezza è analoga...
Elverio
Maurizi
dal catalogo della personale alla Galleria Centro Marche, Civitanova
Marche, 1968
...E' un riposo spirituale tutto questo verde, queste albe e tramonti,
annegati in una atmosfera particolare, dove la poesia si sposa alla
sapienza tecnica e la liricità immanente riesce a trasferirsi
nell'animo dell'osservatore, grazie a un sottile recupero memoriale.
le cui logiche molteplici sembrano analiticamente riportarci, nei
suoi processi associativi, al metodo dello Zanella, frutto di una
cultura europea e di anni di lavoro...
Boro
Pavlovic
di " Architettura", Zagabria, aprile 1968
...Zanella non ha bisogno di predicare, di interessare con anedotti
e neppure con forme. Se cercate il senso delle sue opere lo troverete
nel linguaggio pittorico, nel colore che è musicalità,
poesia.
...Il suo valore è indipendente. Proviene dai suoi risultati
non da una infatuazione o dalla novità. Guardando le sue opere
ho avuto la sensazione di averle già viste nel sogno: nel senso
Platonico, come fossero un'Atlantide pittorica , profonda sotto il
mare della conoscenza.
Vedo questo mondo e lo accetto: e mi sembra mio.
Carlo
Munari
dal catalogo della personale alla Galleria "Il Bilico",
Roma, 1967
... è in questa lucida razionalità dell'impianto, che
l'emozione è fermata ed è espressa.
...Molte esperienze si susseguiranno nelle arti, nuovi tentativi e
nuove proposte si avvicenderanno, non è difficile ipotizzarlo.
E tuttavia dipinti come questi di Silvio Zanella resisteranno, io
credo, ai corsi del gusto e all'usura del tempo, in forza della qualità
del loro messaggio. Diciamo pure: in forza della loro poesia.
Luigi
Serravalli
da "L'Adige", 25 agosto 1967
Una gradita sorpresa, in questo scorcio d'agosto, le quindici tele
di Silvio Zanella, alla " Galleria Delfino " di Elena Gaifas
a Rovereto.
...Una sincera onestà, un proprio ricchissimo mondo interiore,
una profonda meditazione. Silvio Zanella non conosce mode o umori:
è così, integrato nelle forme più risentite del
suo tempo, senza uno strappo della tradizione. L'assorbimento, la
mimetizzazione sono state complete. Il pensare ha preceduto il dipingere.
Queste tele sono e restano.
Arturo
Bovi
Da " Messaggero di Roma " 19/11/1967
...Il
linguaggio poetico di Zanella, che si esprime con stesure cromatiche
che ricordano certe vetrate moderne, è fondato soprattutto
sul significato dell'emozione di fronte alla natura. Le stesure di
colore oltre le quali vi è presente una luminosità tratta
dal colore stesso, sono costruite tessera su tessera...
...E in questa visione emotiva del colore Zanella esprime un suo messaggio
il cui significato è affidato alla gamma cromatica continuamente
diversa al contatto della luce.
Marco
Valsecchi
dal catalogo della personale alla Galleria "La Bussola",
Torino, 1968
...Dico
che a volte si ha l'impressione che quella densità del fogliame
diventa filtro di luminosità, come una vetrata; altre volte
l'ispessirsi dei verdi e dei blu nei riflessi acquarei pende verso
le cupezze serali di certi paesaggi cezanniani verso la Marna. E bisogna
dire che quel periodo, intorno al 1966, è assai proficuo nel
corso della sua pittura, dove 1 'immagine ha una pienezza leggera
e trasparente.
E comincia così il " terzo tempo ".
E' un dono di Zanella questa proiezione calma dei motivi della sua
ricerca, spinta ora verso un traguardo di maggiore semplicità,
anzi di sintesi. Sull'appoggio di un largo piano di base - acqua,
prato notturno, brughiera - si scalano a fascia i piani successivi,
alla conquista dello spazio libero del cielo. Un salire verso la rarefazione
delle sensazioni liriche, cercando la chiave segreta di un paesaggio
nell'intensità di un piano di colore che riassuma in sé
tutta la forza di una luce e l'ampiezza di una prospettiva.
.frontalità che concede di cogliere, fulmineamente, certe
profondità che sono insieme di visione naturale e di intuizione
pittorica non naturalistica, come dimostrano appunto non pochi quadri
di questo nuovo periodo.
Luigi
Carluccio
da Gazzetta del Popolo, 15 settembre 1968
...
Così l'arte di Silvio Zanella può apparire oggi affatto
estranea alle ricerche più attuali; e lo è, infatti,
in profondo, Lo è nella misura della sua continuità
e del suo procedere su una strada che non è fissata da programma
estetici ma da esigenze di poesia e dal carattere di tale sua poesia,
essenzialmente lirico; disposto quindi all'abbandono dello spirito
e dei sensi nel cerchio rarefatto di un certo clima pittorico e di
una certa visione più che nei particolari di situazioni oggettive...
Marziano Bernardi
da La Stampa, 14 settembre 1968
...
Ora egli è un pittore che fonda la sua rappresentazione sulla
memoria di impressioni naturalistiche, colte sul vero, filtrate ed
estremamente semplificate da un sentimento patetico ed in fondo romantico
(di qui il " lombardismo " su cui tutti i suoi critici concordano)
della campagna, della brughiera, del bosco, dell'acqua - acqua ferma,
stagnante, da risaia - del cielo, nel quale gli piace delineare nuvole
bianche, lievi, fantastiche, vagamente di forme umane: "nuvole-
donne" le chiama l'artista. Le immagini, dense d'un colore caldo
ma limpido, intriso di calme luci e trasparente come quello del Birolli
delle Cinque Terre, risultando così di un naturalismo liricizzato
al di là della natura che fa pensare all'ultimo De Stael.
Zanella è artista serio e meditativo, che ancora crede nelle
possibilità espressive del linguaggio tipicamente pittorico,
e non si lascia frastornare il capo dal super- market dell'arte merceologica
e meccanizzata.
Angelo
Dragone
da Stampa Sera, 10 settembre 1968
...Partito
da una scarna composizione paesistica, lo Zanella, fin dall' inizio
degli anni Cinquanta, s'è volto verso soluzioni astratteggianti.
Procedendo per sintesi egli ha finito col dare a forme e colori dei
valori essenzialmente allusivi. I suoi grandi tasselli verdi sono
i boschi del Gallaratese; i bruni, le macchie più fitte; le
digradanti zone cromati che striate di luce vogliono essere a volta
a volta prato, terra, bosco, cielo, le ghiaie e i rossi riflessi del
Ticino, la pineta viareggina o le argentee chiome degli uliveti di
Capo d'Orlando.
Può apparire persino candida questa pittura fluida e fresca:
essa lascia però trasparire tanto il carico di emozioni che
ogni volta la ispira, quanto la paziente fatica con la quale il pittore
ha raggiunto queste immagini quasi distillandole dal vero.
Piero Chiara
dal catalogo della personale alla Galleria Gianferrari, Milano,
1971
...Fermo
di fronte al tempo che 10 sfiora, come e fermo davanti al fluire delle
acque, Silvio Zanella ha contemplato a lungo il transito delle apparenze
terrestri, e nei suoi dipinti ha coagulato di volta in volta le sue
visioni, contenendole in ben deliminati intervalli d'ombra e di luce.
Sempre secondo un modulo proprio; consapevole di parallele o similari
esperienze, eppure non mai tributario di maniere altrui.
Ma spostando in avanti di anno in anno la mira del suo occhio assetato
di spazio, gli è accaduto di evadere dalla realtà pur
senza perdere contatto con la materia che ha riempito i suoi quadri
in questi anni, e di pervenire a sublimarsi in un sogno di lievitazioni
celesti, fermate nel punto in cui le figure umane trapassano alla
forma eterea, alla sostanza invisibile.
...e lo spettacolo che Egli offre è il più emozionante
che possa presentare un'attività creativa arrivata al limite
dell'espressione e avventurata nell'empireo delle idee pure, delle
ascensioni o assunzioni che possono salvare l'essenza dell'uomo restituendola
all'aria, all'etere, all'altissima sfera di silenzio e di luce dove
l'arte ha fine e principio.
Pino
Zanchi
da Il Giornale di Pavia, 13 aprile 1971
da Gazzetta di Vigevano, 13 aprile 1971
...Zanella
si è avventurato nel grande spazio della natura, sco- prendo
un orizzonte assolutamente nuovo, in una prospettiva al di fuori del
tempo e dello spazio, una magia intensamente espressa, che intensifica
le sensazioni ed i ritmi, in una visione omogenea...
Dino
Villani
da
Libertà, Piacenza, 15 aprile 1971
da Gazzetta, Mantova, 23 aprile 1971
...Ora ci sembra che Zanella si sia sciolto e gridi 1a sua gioia
davanti la natura che lo circonda poiché è sempre il
paesaggio della brughiera che lo ispira e gli svela i suoi magici
segreti fatti di finezze, che l'artista riesce ad esaltare con acutezza
spesso esemplare, con una sensibilità che trova gli accordi
anche sulle note alte, le quali si alzano come un inno alla bellezza
semplice, raccolta nella sua umiltà.
Piero Raffa
da NAC, Milano, Luglio 1971
...Soprattutto
il suo colore, sensuale e incantato, possiede un lirismo trasfigurante
che disperde le traccie del Varesotto da cui l'artista ha preso lo
spunto e le tramuta in un mondo di sogno e di non so quale felicità,
perduta o sperata, in cui l'erotismo assume accenti casti e idealizzati,
che contrastano significativamente con l'erotismo sbracato e commerciale
che ci assedia nel mondo di oggi.
Enotrio
Mastrolonardo
da La Stagione n.5, 1971
...Ora
poi che, superato il rischio e spenta quella sua passione, è
ritornato da tempo al suo vero amore e nel suo ambiente più
congeniale, egli ha ritrovato se stesso, ha riscoperto la sua più
profonda origine, e la realtà gli è riapparsa più
libera, più poetica e ,più bella. Non la realtà
fredda e inerte delle cose e degli oggetti, ma quella viva e fremente
che solo un autentico artista riesce a vedere e sentire...
Giuseppe
Servello
da Giornale di Sicilia, Palermo, 7 maggio 1971
...Per
Zanella il nudo femminile alita sulle trasparenze dei cieli come un
sogno semplicemente allusivo, che eccita coloristicamente l'occhio
e resta sospeso sopra una realtà quasi metafisica...
Carlo
Munari
da Il Cocktail, Milano, luglio 1971
L'opera
di Silvio Zanella è fra le poche, ai nostri giorni che inducono
a sperare nel destino della poesia come salvezza dell'uomo: come alimento
della sua vita, assenza preoccupante, che provoca lo scadimento progressivo
della qualità umana, che favorisce la trasformazione dell'uomo
in un grande robot.
...Nel sognante riproporre la possibile esistenza di un Paradiso terrestre,
Silvio Zanella ricorda dunque agli uomini che la perduta età
dell'Oro è ancor oggi ricuperabile: celata in noi nei domini
della psiche profonda, essa può instaurarsi nell'armonia dell'io
con la natura riconquistata.
Franco
Grasso
da L'Ora, Palermo, 14 magio 1971
...Le
immagini alitano senza posare, non sopraffanno il paesaggio, sembrano
pronte a dileguarsi o a tramutarsi; ma intanto comunicano a tutto
il contesto i caratteri di una "rèverie" di una sospensione
tra il reale ed il fantastico, di una pacata sensualità vissuta
li limiti della immaginazione.
Albano
Rossi
dal catalogo della personale alla Galleria "La tela",
Palermo, 1972
...Difatti
Zanella "RICREA" di volta in volta il suo paesaggio, sempre
permeato di nuovi intenti, di nuovi esiti espressivi, ricostruendolo
per scansioni cromati che entro un'orditura di tasselli evocanti piani
e volumi, e sulla quale la selva delle campiture tonali, giustapposte
verticalmente in vibranti soluzioni di trasparenze umbratili, di deliri
coloristici autunnali, di avvampate accensioni estive, appaiono simili
a grandi tessere di un mosaico preziosamente colorate e incastrate
secondo un ritmo musicale di continuo mosso e variato da umorose e
patetiche sollecitazioni.
Il dipinto diviene a un tratto carico di significati appunto della
terra e dell'uomo, in una pittura d'elevata magistralità, tutta
quintessenziata di lirismo e tutta vivificata dal brivido pagano del
"concerto campestre".
Elda
Fezzi
dal catalogo della personale alla Galleria Gian Ferrari, Milano,
1975
...Poi,
lentamente, attraverso altre mediate esperienze, "anche la visione
di Zanella è mutata perché anche Zanella ha captato
l'insidia che minaccia il mondo" come ha scritto Carlo Munari.
Anche quelli che parevano nei dipinti, i calmi orizzonti di una pittura
paesistica hanno visto prodursi strani fenomeni di addensamento atmosferico,
bizzarre concrezioni ferrigne che hanno preso corpo di manufatti umani
usuali, ma che scalano i cieli con le sembianze di altre, torbide
specie mitiche, questa volta tinte del fatale colore di un habitat
tecnologico...
Il
paesaggio di natura si è alterato, ha preso colori tempestosi,
trascolorazioni quasi vulcaniche, infernali, come se stesse per ritornare
ai tempi del caos.
Il fatto curioso è che sembrano proprio passare sui cieli
di una pianura o di un mare a noi noto, quei domestici e orridi utensili
armati di denti aggressivi, di uncini poco rassicuranti, pronti ad
operazioni minacciose. Eppure il loro aspetto rivela che non sono
partiti da una fabbrica d'armi, ma dalle cucine terrestri
In effetti, la novità più sorprendente di questa "visione"
di Zanella proviene dal fatto che gli utensili hanno preso possesso
di un altro ambiente, si sono sostituiti ad altre cose.
Per certi aspetti, sarà forse arduo stabilire se in questa
apparizione di uccelli meccanici sia più pressante una drammatica
ossessione personale, sofferta nell'intimo, oppure un'oggettiva e
lucida ironia che esorcizza, attraverso il grottesco, anche la supremazia
della macchina, del suo avvento nella quotidianità. Ma è
certo che Zanella esemplifica l'idea di una sapida allegoria ecologica.
...Voglio dire che dall'affabile bestiario, tra preistorico e meccanico,
che Zanella va accostando con il suo gustoso impasto di colori occìdui
- ancora memori di lande terrestri, di crepuscoli insidiosi e di burrasche
- scaturisce piuttosto un sorriso critico che illumina di una nota
inedita questa ~ simbologia spaziale legata alle nostre paure. Perfino
certe forme "astratte" entrano nel gioco formativo di questa
araldica di "casalinghi " conquistatori dell'habitat, ma
per costruire i rusticani e ironici "lem" che Zanella fa
uscire, quasi per sortilegio, dal suo attento crogiolo gallaratese.
Giorgio
Di Genova
dal volume Generazione Anni Dieci di G. Di Genova, Ed. Bora, Bologna,
1982
... Zanella è un lirico, che esprime il suo lirismo attraverso
un uso sensibilistico del colore, muovendolo ora con una traduzione
segnica dell'erba, ora con una specie di pointillisme dilatato e sovrapposto,
come fosse la visione di un miope, ora con una sovrapposizione serrata
di taches che creano effetti di puzzle pittorico, ora con una dilatazione
diluita delle zone di colore, che creano una spazialità cromatica.
In lui la visione si smarrisce sempre nel colore, fino a stratificarsi,
come nei dipinti "a fasce" cromatiche, sempre ispirati a
paesaggi (Fasce di prato, terra, bosco, cielo, Fasce di terra, ghiaia;
Ticino rosso, cielo).
Negli ultimi tempi questa ottica s'è attestata su suggestivi
acquerelli, che sono vere e proprie impressive evocazioni di paesaggi
di delicati spessori.
Luciano Caramel
dal catalogo della personale alle Gallerie Civiche d'Arte Moderna,
Ferrara, 1991
...In
questi dipinti, raccolti in Trittici diversamente organizzati, l'artista
in un certo senso dà di nuovo corpo ad una sua vena ricorrente,
insieme rivolta al fenomeno e alle qualità interne dei colori,
con disponibilità sperimentale, che si esprime nel metamorfico
svilupparsi delle immagini, e nel contempo con una sorta di controllo
mentale, riconosciuto sin dal 1954 da Guido Ballo, che vedeva il cromatismo
dei lavori di Zanella "come filtrato dall'intelletto". E
"mai sensuale", aggiungeva, intendendo segnalare l'insistito
spessore di elaborazione formale, in direzione anche costruttiva,
che è tra i fattori che primariamente caratterizzano l'opera
del pittore, che non s'abbandona, per indole e cultura, né
all'effusione né alla voluttà della manipolazione delle
materie: sì, certo queste primarie, che Zanella è pittore
- pittore, nel senso antico del termine, ed è del tutto estraneo
ad una concettualità che preponga a quelli febbrili i fattori
analitico - teoretici; ma mai protagoniste assolute, in un contesto
invece variamente determinato dalle ragioni del pensiero e del cuore,
della fantasia e della mano .
Ecco, allora, questi nuovi risultati, nei quali si ripropone un filone
di ricerca già emerso in passato nel lavoro di Zanella e poi
interrottosi.
...L'artista, innanzi tutto, elabora i dati di partenza senza preoccupazioni
mimetiche, realizzando una texture fittamente intrecciata, campo di
accordi e contrappunti del tutto e solo intrinsechi alla pittura,
al quadro; e contestualmente finisce con l'approdare ad un'occlusione
spaziale totale, che dissolvendo il rimando all'orizzonte, in una
visione ravvicinata e parcellizzata, esclude il riferimento alla totalità
della veduta.
Liberatosi da qualsiasi, anche implicita, descrittività, Zanella
può così agire sul tessuto cromatico - formale elaborando
strutture autonome di rara preziosità e nel contempo serrate;
consequenzialmente congegnate, fino a raggiungere un'unità
in cui i singoli segni e colori risultano integralmente fusi, da vivere
percettivamente, ed esteticamente, come qualcosa di indivisibile e
di ormai remoto dagli stimoli che l'hanno originato...
Non a caso Zanella continua a ricorrere al titolo Paesaggi,
pur affermando trattarsi solo di "segni e macchie in movimento".
Non solo: riconosce pure che questi ultimi quadri "si rifanno
ad un momento pittorico" da lui vissuto negli anni Sessanta.
E allude soprattutto a quei Paesaggi del 1962 nei quali, notavo nel
testo già citato, "l'orchestrazione cromatica segue ritmi
solo interni, sciogliendo in essi la suggestione dell'impressione
naturale": "quadri innervati di lirica espressività,
panicamente diffusa, in cui peraltro continua a dettare le sue ragioni
il bisogno di decantare l'immagine, di impostarla chiaramente, con
dominata strutturalità". Come di nuovo oggi, del resto,
entro una materia pittorica meno trasparente, eppure fluidamente sciolta
in ritmi a fasce che tuttavia non contrastano lo spessore appunto
materico dei pigmenti, attraverso i quali anche si concreta quel senso
di durata, oltre l'immediatezza del vedere e la percezione medesima
della mobile energeticità del tutto, che distingue gli esiti
più recenti di Zanella, quasi affondati in dilatazioni cosmiche
(non a caso, nelle righe precedenti, m'è avvenuto di ricorrere
al termine "galassie"), dove la natura non è solo
quella quotidiana, e agevolmente frequentabile, che ci circonda, ma
qualcosa che, nella sua incommensurabilità, ci fa perdere nella
meditazione, anche ontologica, anche teleologica, della finitezza
e insieme del mistero del nostro essere e del nostro destino.
Fabrizia
Buzio Negri
da La Prealpina, Varese, 31 ottobre 2000
...Zanella
'sente' la materia e il colore pulsargli dentro, ma la tela è
campo di sviluppo continuamente controllato in una direzione che va
dall'armonizzazione al contrappunto. La Natura è sempre il
punto di partenza: sulla superficie pittorica si libera una texture
coloristica con un'ordine interiore in grado di suggerire vitalità
e poesia. Le recenti opere aprono anche a una singolare cosmogonia
che ha prodotto una rarefazione segnica, dove prima era "occlusione
spaziale totale", per dirla con Luciano Caramel che lo ha presentato
a Ferrara, Palazzo dei Diamanti nel 1991. La serie "Cosmo",
ora, evoca fine e principio, mistero ed epifania, in una meditazione
sull'esistere finito e infinito. Zanella asserisce che, coll'andare
degli anni, il suo linguaggio artistico e i suoi significati sono
divenuti meno aperti, più interiorizzati. Forse più
legati al sogno, alla meditazione solitaria. L'artista autentico sa
usare la sua arte quale strumento di colloquio soprattutto con se
stesso.
Antonio
Maria Pecchini
da VareseWeb, Varese, 15 novembre 2000
...Perché
è ormai di pura luce cromatica che si può parlare osservando,
oggi, queste tele i cui titoli "Cosmo Azzurro" o "
Cosmo Rosso" commemorano una spazialità infinita.
Così, fuori da ogni possibile descrittività le tele
mostrano gli aspetti più intimi, più personali di un
ancor giovane ottantaduenne che dentro l'impalpabile alone cromatico
dei suoi lavori affonda le ragioni del proprio destino nel comune
mistero di ogni nostra quotidiana esistenza.
Carissimo
Silvio
....Ti ripeto; mi sono emozionato, nel trovare tanta semplicità
tecnica, un mezzo antico, la pittura classica messa al servizio di
tanta modernità.
Parlano, anzi danzano, le pennellate nei riflessi dei mari, dei concerti,
vibra la superficie per dono della bidimensionalità che si
accresce di solo sapiente stesura del colore.
E' l'uomo di fede, ma fede lunga una vita, una fede nell'arte che
esce anche nel pittore. E', mi sembra, una lunga interminabile preghiera,
la tua, che emerge da lunghi anni di pratica rigorosa, di esperienza
purificata, anche da una velata nostalgia del senso della natura,
è come se i tuoi piccoli occhi strizzandosi nel gioco del pensiero
o solo della fisica miopia avessero trattenuto frammenti di luce naturale
vibrante, per, a secondo dell'ora del giorno, trasmetterla da vicino
nelle tue tele.
Mi viene in mente, la "teoria dell'esperienza" di Martin
Heiddeger così bene espressa nel suo scritto "Sentieri
interrotti", uno studio giovanile; si parla del senso dell'esperienza
come compiutezza, dell'assorbire i casi della vita attraverso il filtro
dell'io, dello spirito, della risonanza interiore. Ecco quanto mi
sembri tu, l'uomo d'arte, lo "storico direttore", della
Civica Galleria d'arte di Gallarate, un "homus faber", il
"magister ludi" del "Gioco delle perle di vetro"
del romanzo di Hesse, che non è condizionato nella sua lunga
stagione d'arte d'altro che da se stesso, cioè dal senso di
una lunga esperienza, nella pratica dell'arte, della conoscenza, della
genesi; ed è stupefacente la freschezza e lucidità della
tua opera pittorica destinata, così mi sembra, a durare oltre
il breve soffio del nostro spirito dentro al corpo; qui sulla grande
sfera di Gaia.
Grazie per le emozioni, giovanissimo Silvio.
Affettuosamente,
Massimo Conconi
Varese,
30 ottobre 2000